Figli di..ed altre storie

Buongiorno,

i due  link qui riportati (http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/08/giovani-caro-bersani-merito-vale-piu-di-abbraccio/493039/; e http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/08/perche-figlia-di-ichino-non-e-raccomandata/493340/) vi porteranno il primo all’articolo di Leonella Zanardo  dal titolo “Caro Bersani, ma per i giovani il merito vale più di un abbraccio” ed il secondo all’articolo di Caterina Soffici intitolato “Perchè la figlia di Ichino non è raccomandata” presi dal Fatto Quotidiano di oggi.

Il tema è chiaramente incentrato sul precariato, raccomandazioni e, come riporta la Zanardo, al diffuso e, ho paura a dirlo ma penso sia vero, sul quasi genetico Amoral Familism che connota il nostro comportamento.

Di tutte le chiacchere sentite sulla figlia di tizio e di caio ecc. ecc… avrei una considerazione da fare, eccola.

La risposta al problema del Familismo Amorale, nepotismo, raccomandazioni viene spesso considerata la Meritrocazia. In parte è vero, se fosse il merito il fulcro do ogni nistra azione il tutto sarebbe risolto. Non è così semplice come sembra, che metodo usare per far valere il merito, chi lo definisce……e così via in una serie infinita di possibili “ostacoli” ad una piena cittadinaza della meritrocazia nel nostro quotidiano!

Il vero problema, anche culturale, è che l’Italiano (tutti inclusi quindi) tendenzialmente non vuole responsabilità, vuole fare ma non risponderne. In questo sistema quasi fisico di azione-reazione formato da scelta- responsabilità risiede la risposta al male atavico del “raccomandato”. Non mi interessa di chi sei figlio, la trasparenza delle azioni pubbliche e private (non personali) deve rendere palese il flusso delle azioni!!! Sei assunto/a per un incarico, devo sapere chiaramente chi ha deciso! Dopo di che la responsabilità del tuo operato ricadrà sulla tua persona e su chi ti ha raccomandato.

Nei paesi civili, perlomeno nel campo della ricerca scientifica che conosco meglio, lo standard è questo. Puoi essere anche mio figlio, ma se non fai bene ne pago anche Io le conseguenze. Non esite  una cortina burocratica (per la ricerca/università è il mitico concorso) che impedisce di sapere chi Ti ha voluto e ti ha permesso di avere il posto, se sbagli paghiamo assieme!

Questa sarebbe una vera rivoluzione culturale ed etica che potrebbe col tempo scardinare l’Amoral Familism imperante.

Non è quindi l’abbraccio del politico di turno o le reali capacità della figlia di un noto personaggio che possona cambiare il sitema, ma una crescita etica e culturale del Paese, Hic  Sunt Leones.

Ciao,

a presto

fm

 

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